Inserito il 19 aprile 2010 - da Kaveen
Sera d’agosto romano

Ché quella notte, lo sai
la porto nel cuore
col freddo sudore
e della notte il calore
d’un agosto fatato
e il freddo marmo
che uniti teneva
uno solo sedeva
e l’altro sul cuor
gente correva
qualcuno gridava
invidia sentivo
dell’anime sole
pei vicoli sparsi
a popolare.
Ah solo sapessero
di cosa son capaci
due anime in una
col loro tepor!
Qual vento sia stato
e che t’ha portato
qua
sulle mie ginocchia
seduti sul marmo
di piazza Farnese
violenti cercavamo
fuggita d’amore
e le mani sole
non più di sale
ora toccano bimbi
di biondo splendore
e t’amo
che più non posso
e sere d’agosto
a mille tornate.
Già vedo
dall’alta collina
un fiume di vento
a rigolo scende
dal colle al paese
e sposa le piazze
accarezza dolori
di coppie abbracciate
in posa di sol
già risento
il fresco ponente
che lì c’ha trovato
nel pieno consolo
d’amanti nel volo
dell’ultima ora.






